Rosalba Butera, ritrattista

Soprattutto matite, pastelli, oli, matite colorate e soprattutto persone, disegnate con un tratto lieve e uno stile fiabesco e onirico. «Amo ritrarre le persone – spiega Rosalba Butera, illustratrice – amo raccontare le storie attraverso la gente. I luoghi da soli sono indifferenti, per me. Così è nato il mio progetto “i zeneizi”: per rappresentare la città di Genova attraverso i suoi abitanti. Anche il progetto sulle sposine: sono ritratti di giovani signore (reali) nel giorno del loro matrimonio. La mia ricerca artistica è sempre stata puntata sulle persone, mi piacerebbe disegnare tutte le persone del mondo

rosalba

All’inizio erano soprattutto restauri e trompe-l’oeil, poi negli anni ’80, dopo liceo artistico e Accademia, Rosalba ha cominciato a lavorare con gruppi di bambini e parallelamente a scrivere storie e partecipare a concorsi di illustrazione, nazionali e internazionali. A quel tempo i laboratori creativi per i più piccoli non erano così diffusi, però lei con i bambini ha sempre lavorato e molto volentieri.

Nel 1987 ha seguito un corso di specializzazione in arteterapia per operatori psichiatrici senza sapere che la qualifica sarebbe stata determinante per cominciare a lavorare, molti anni dopo, come formatrice per ragazzi con problemi di questo tipo, dove conduce laboratori di disegno e pittura.

«Ogni mattina – dice Rosalba – mi alzo e penso che non perderò un istante della nuova giornata, il tempo passa troppo in fretta e la vita va vissuta pienamente. Le giornate migliori sono quelle passate nella mia casa studio, in un bellissimo palazzo storico dove le persone vengono con gioia a farsi ritrarre, complice l’atmosfera magica del luogo. Mi piace molto anche scrivere e ho frequentato diversi corsi di scrittura creativa. Scrivo racconti brevi e nel futuro vorrei sperimentare anche la sceneggiatura»

Chi è il tuo punto di riferimento, il tuo “maestro”?
«Il buddismo è il mio maestro. Mi accompagna da quando avevo vent’anni in ogni momento della mia vita. Poi, certo, amo molto l’arte, leggo tantissimo, vado alle mostre. Gli artisti che mi piacciono e che mi hanno influenzata sono soprattutto quelli figurativi. La libertà, il mio maestro più importante e che continua a guidarmi, la libertà di essere se stessi.»

In che modo l’incontro con il buddismo ha cambiato la tua vita?
«L’incontro con il buddismo è avvenuto per caso. Uno dei miei più cari amici era diventato buddista ed ero rimasta colpita dal suo cambiamento. Ricordo benissimo la prima volta che partecipai a una riunione, era il 1 settembre 1984, al Carmine.
All’inizio mi fece ridere, ma poi fu facilissimo per me: i contenuti del buddismo rispecchiavamo esattamente tutto ciò in cui avevo sempre creduto. Non c’è differenza tra il buddismo e la vita reale: il buddismo è che tu tiri fuori le tue infinite potenzialità. A un certo punto ho capito che dovevo trovare un lavoro che unisse il mio amore per l’arte con l’interesse per il sociale. Non sapevo ancora esattamente che tipo di professione e così ho pregato e alla fine l’occasione giusta è arrivata e ho cominciato a occuparmi di formazione in una cooperativa, lavorando soprattutto con ragazzi tra i 15 e i 26 anni con problemi psichiatrici, ma non solo.»

Com’è il tuo rapporto con Genova, la tua città?
«Ci sono parti della città che amo, ma negli anni la vedo in modo diverso. Da ragazzina amavo soprattutto il centro storico, le suggestioni delle luci e delle ombre, gli affreschi. Genova, Palazzo Ducale, specialmente per le conferenze, mi ha fatto crescere e credo che Luca Borzani sia stato davvero un promotore della cultura per i cittadini comuni. Viviamo in una città magnifica: si può andare al mare in un’ora. Amo moltissimo il mare, non potrei proprio vivere senza, e vado ogni volta che posso alla spiaggia di Quinto. Mi piace la riviera di levante – Camogli – , il ponente invece mi rattrista. Nella mia mente le città sono due: New York e Genova. Un altro luogo che amo è la scuola elementare. Quando penso alla scuola in generale, penso alle mie elementari: un luogo magico, dove potevo finalmente imparare le cose che non sapevo. Ho studiato moltissimo. Per me la scuola è il posto della passione, delle menti che pensano.»

Progetti futuri?
«Una nuova casa al mare, un grande giardino da curare, un viaggio in California, che poi è il posto dove sogno di invecchiare, con i nipoti e in forma. Non sono una gran sportiva, ma ho fatto pilates e cammino molto, almeno 10 km al giorno. Vedere i miei figli felici liberi e realizzati»».

rosalba

 

Non c’è differenza tra il buddismo e la vita reale: il buddismo è che tu tiri fuori le tue infinite potenzialità

 

Info
Il blog di Rosalba Butera
La pagina facebook

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...