Narcisisti: tutto quello che c’è da sapere. La parola a Claudia Tosi

Claudia Tosi, psicologa e psicoterapeuta genovese, è specializzata in narcisismo. L’abbiamo incontrata alla presentazione di un libro e le abbiamo fatto alcune domande per capire di cosa parliamo quando parliamo di narcisi, soprattutto quando sono uomini e quando ci ritroviamo coinvolte in una relazione con qualcuno che presenta questi tratti. «Bisogna premettere – precisa subito Claudia – che il narcisismo ha diversi gradi che vanno dal presentare alcuni tratti al vero e proprio disturbo di personalità, che è una cosa molto seria.»

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Claudia ha due lauree: dopo la laurea in lettere moderne e un’esperienza di insegnamento, si è di nuovo iscritta all’università, alla facoltà di psicologia, e ha frequentato una scuola di psicoterapia a indirizzo psicoanalitico.
Come terapeuta, ha lavorato in comunità psichiatriche e oggi esercita la libera professione a Genova. Sulla sua pagina facebook pubblica articoli e riflessioni di taglio divulgativo, molte delle quali proprio sul narcisismo.

Il narcisismo è una caratteristica prettamente maschile?
«Oggi il narcisismo negli uomini è culturalmente rafforzato. La nostra società è ampiamente maschilista ed è molto fondata sull’apparire, basta pensare al mito del calciatore o – per dirla con uno spot anni ’80 – al dopobarba “per l’uomo che non deve chiedere mai”. In generale possiamo dire che l’uomo narciso si mostra sempre brillante, sicuro di sé, fa sentire le donne – almeno all’inizio della relazione – importanti e corteggiate, è seduttivo e ha bisogno di continue conferme provenienti dall’esterno. Quando non ha donne che lo ammirino e lo rispecchino, il narcisista può cadere in depressione, perché sotto grandiosità, onnipotenza e stravaganza, si nasconde una grande debolezza. Un monaco buddista una volta ha detto: “Tutto questo mostrarsi serve a indicare il vuoto interiore”. A differenza dell’uomo, la donna isterico-narcisista inconsciamente invidia l’uomo e disprezza il proprio sesso.»

L’amica narcisista com’è?
«Per le donne si parla più di narcisismo misto a caratteristiche isteriche o istrioniche. Ci sono donne che si percepiscono deboli, ma sono manipolative. L’odio e la violenza femminili sono subdoli, lunari, cangianti e potenti. Sono quel tipo di donne che vogliono sempre essere al centro dell’attenzione, che vedono le altre donne come rivali e che per questo sono estremamente competitive. Sono seduttive e spesso false.»

Da dove nasce il narcisismo? 
«Il narcisismo prende il nome dal mito greco di Narciso. La storia di Narciso è molto interessante: lui è figlio di uno stupro e muore giovane, “non conoscendo se stesso”. I narcisisti ricorrono a vari meccanismi di difesa, tra cui la negazione e la proiezione. Narciso è vuoto dentro, ha “un buco vuoto in mezzo al petto” e ha bisogno dello sguardo degli altri per rinforzare un’autostima che non c’è. Così il narcisista prova un’invidia fortissima verso gli altri, oscilla tra senso di onnipotenza e idealizzazione, non accetta di invecchiare e di morire. I narcisisti – donne o uomini – sono persone molto fragili e, a dispetto dell’apparire, molto sofferenti. Sono individui che non hanno avuto un buon attaccamento nelle relazioni oggettuali, ossia con le figure di accudimento (madre e padre), per questo, da adulti, nelle relazioni di coppia, ripropongono inconsciamente il trauma vissuto: la mente traumatizzata cerca di risolvere. In questo senso è vero il detto che “sposiamo i nostri genitori”, cioè cerchiamo modelli analoghi a quelli che abbiamo avuto. Quando diventano madri le donne rivivono la prima relazione e qui esiste il rischio di diventare madri disfunzionali.»

Riecheggia qualcosa del concetto biblico che le colpe dei padri (e delle madri) ricadono sui figli. Come si sfugge alla predestinazione? Come si può evitare di riproporre ai figli lo stesso tipo di genitore che abbiamo avuto?
«Con la consapevolezza di sé. Per combattere certe dinamiche devi poterle capire e attribuire loro un senso. Sto parlando di processi inconsci, anche inconsapevoli, quindi – se vogliamo – subdoli. La psicoterapia è un ottimo modo per raggiungere la consapevolezza di sé.»

Come sono i narcisi uomini nelle relazioni sentimentali?
«Non si fidano, ma allo stesso tempo hanno una folle paura di stare soli. Per questo motivo passano da una storia all’altra, cercando sempre nuove figure femminili di supporto alla loro immagine. Spesso entrano ed escono dal rapporto in cui sono coinvolti, senza riuscire né a stare né ad andarsene, senza mai riuscire a fidarsi. Oppure entrano in un rapporto simbiotico in cui chiedono alla compagna totale dedizione. Passano spesso dalla totale idealizzazione della compagna, alla sua completa svalutazione perché hanno una grande paura dell’intimità. Poiché hanno paura dell’amore, spesso scelgono donne bisognose che possono dominare, rapporti in cui si possono sentire “eroi” di fronte alla fanciulla “impaurita e sperduta”. Anche questo tipo di relazioni all’inizio sembra funzionare, poi inevitabilmente “i nodi vengono al pettine”.»

Ma i narcisisti sono capaci di innamorarsi davvero?
«Non sono d’accordo con chi dice che i narcisisti non si innamorano. Quando ciò accade possono però diventare pericolosi: sanno essere crudeli e mettere alla prova il partner provocandolo di continuo. Il controllo è fondamentale per queste persone. Le relazioni sono segnate da continui conflitti e quando i narcisisti vengono lasciati cadono spesso in una profonda depressione. I narcisisti uomini spesso tradiscono la compagna, anche se la “amano” (a modo loro). Sono bugiardi, seduttivi e manipolativi. Pur sembrando presuntuosi e spavaldi, nascondono un forte senso di solitudine e debolezza, una sofferenza psichica molto intensa. La vita dei narcisi ruota attorno alla possibilità di essere amati e accettati, perché per loro sono indispensabili l’amore e l’ammirazione degli altri. Sono ipersensibili: ogni piccola cosa, anche la più insignificante, può ferirli o deluderli. Temono di subire un abbandono, una perdita, ma non sanno stare in una relazione, non riescono a stare nel qui e ora. Per questo idealizzano il passato, che viene ricordato eroicamente, mentre possono vedere il futuro in due modi differenti: idealizzano le speranze oppure hanno il terrore, perché il futuro implica la morte, di cui i narcisi hanno un sacro terrore. Tragico per i narcisi è anche il rapporto con l’invecchiamento. Ecco perché uomini maturi si circondano spesso di donne molto più giovani: per illudersi di fermare il tempo e vivere in un’adolescenza perenne.»

Ci consigli qualche lettura non troppo tecnica per approfondire questo tema? 
“Ho sposato un narciso: manuale di sopravvivenza per donne innamorate” di Umberta Telfener
“Difendersi dai narcisisti. Come non farsi rovinare la vita da chi pensa solo a se stesso” di Les Carter
“Donne che corrono con gli orchi” di Elvezia Benini e Cecilia Malombra

 

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