Remise en forme che? Storie di dieta 1

In coscienza, davvero credo di averle provate quasi tutte. È che sono proprio la classica signora genovese che ama cucinare, ama mangiare in compagnia e ama stare spalmata sul divano, con tanto di gatti e libri.
Però a questo giro ho pensato: ok, prendo atto di come sono.
Sono grande, mi accetto, anche abbastanza amorevolmente. Smetto di cercare obiettivi, forza di volontà e costanza dentro di me come ho fatto negli ultimi vent’anni e li cerco da un’altra parte. Fuori.
Ed è stato molto più facile di quanto pensassi. Eccoli lì: bastava girarsi e trovavi lui. Granitico, autorevole, tenace, simpatico e incorruttibile. Il mio esatto contrario, Andrea è un personal trainer. Anzi: il mio personal trainer.
Ecco, credevo che non avrei mai avuto il coraggio di fare una cosa del genere e invece eccomi qui a raccontarla.
Abbiamo stretto un patto di ferro: lui tenta con me la mission impossible di rimettermi in forma smagliante e io in cambio la racconto qui a puntate. Rimettermi in forma smagliante significa perdere una vagonata di kg, tonificare tutto il tonificabile, resuscitare un metabolismo ormai defunto, recuperare fiato ed energia vitale, ma soprattutto: cambiare stile di vita.
Tutto ciò dovrebbe avvenire allenandoci insieme due volte alla settimana all’aria aperta. Tortura outdoor, con ogni meteo.
Io naturalmente dovrò anche seguire la dieta della nutrizionista, abolire le schifezze e scegliere solo cose sane, tracciare quello che ingurgito su Myfitnesspal.

Ma facciamo un passo indietro: non è che nella mia vita non abbia mai fatto niente per stare in forma. Anzi, ho una lista infinita di diete e sport.
Dalla campana di vetro riscaldata di Figurella (che aveva anche funzionato, a dire il vero) alle più svariate palestre, dall’acqua gym con l’istruttrice bielorussa priva di pietà alla Crocera alle camminate furiose. Potrei ad esempio raccontare di quella volta che nei 10 km della via dell’acqua il mignolo di una mia amica superfashion che era venuta con le Hogan si annerì completamente.
Poi ho provato il salto con la corda con mia figlia di sei anni che mi teneva i tempi che neanche il sergente di Platoon. O anche il tappeto elastico, che però cigolava fortissimo e mi vergognavo del vicinato. Naturalmente la corsa con tutto l’armamentario di app fasce cardio Polar e Fitbit e orologi e la bilancia bastardissima wireless (ma quella merita un capitolo a parte). O certi allenamenti militari di nordic walking del sabato pomeriggio.
Per non parlare delle diete: da quella del mitico dottor Tata, quello che tutte le signore di Genova conoscono, ad almeno un’altra decina di professionisti. Molti, ma non il dott. Santinolli: quello mi manca perché era della generazione precedente, quando io mangiavo beatamente i tegolini davanti alla tv e mia mamma parlava di cellulite con le sue amiche.
Ma torniamo a oggi. Mi alleno da un mese. Ho perso 3.5 kg e due punti percentuali di massa grassa, guadagnando più muscoli.
Ogni tanto – tipo quando piove e io devo per forza fare una corsa – mi chiedo chi me lo faccia fare, ma il più delle volte ringrazio il custode della mia salute.

Stay tuned 😉

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