Alfonso ti ci manda. Al cinema!

Alfonso Ciocve

Reduce dalla sua ultima fatica “Writers, storia di una crew”, Alfonso Cioce, burbero regista cellese di origine partenopea, entra come un uragano nella vita di caterinette.net per dispensare consigli cinematografici a colpi di ironia e cazzuola. Alfonso è regista, cineoperatore, montatore, direttore della fotografia e un secchione nella costruzione dei suoni di scena. Cioce ha il fascino rude del selvaggio amatore sospeso tra l’innocenza della casa natale, belle donne o orto.

I suoi soggetti preferiti? Dipende dalla fissa del momento. Alfonso ha fondato 17 anni fa l’associazione Progetto Cine Indipendente, disegno di vita da cui proprio non riesce a sganciarsi e grazie al quale ha organizzato, per un decennio, la Mostra del Cinema Indipendente di Celle Ligure. Insieme ad altri artisti e giornalisti ha girato diversi lungometraggi, cortometraggi, documentari anche all’estero. Il regista spinge da tempo il progetto Liguria cinema che dovrebbe valorizzare i “prodotti” locali.  Quarant’anni tondi,  capello lungo e brizzolato da indiano metropolitano, sguardo da piglia per i fondelli, Alfonso ama il formaggio sopra ogni cosa e sogna di impossessarsi di un capannone in basso Piemonte da allestire come teatro di posa.
L’intervista procede diretta senza neppure uno spaghettino, un brindisi o un cioccolatino.  Il nostro regista ha il colesterolo alle stelle: deve fare attenzione. E mette a stecchetto anche la sua intervistatrice.

Sei reduce da una settimana di lavoro a Sanremo. Puoi darci le tue impressioni? Con moderazione, per favore
«Che dire, mi hai già scocciato con queste domande. Sanremo è sempre Sanremo, dove la musica diventa un contorno da sgranocchiare davanti al fascino dell’avanspettacolo e dove il piatto forte sono i vip da passarella: quelli veri, quelli finti. Io mi limito a fare le riprese. I personaggi assurdi sono l’unica nota positiva. Alla fine mi diverto. Con i colleghi è uno spasso. Per l’occasione mi sono pure sbarbato, guarda come sono bello. Ah, dimenticavo: il festival di Sanremo porta lavoro! Quindi ce ne fossero di festival ogni mese…»

La stagione cinematografica è ricca. Che cosa consigli al pubblico di Caterinette.net?
«Alle Caterinette consiglio di partecipare alle proiezioni che organizzo nel mio studio ogni lunedì. La nuova stagione non l’ho ancora annusata, devo aspettare il momento giusto, cioè un po’ di calma. Siete tutte donne? Venite a Celle nel mio studio. Offro vino cancarone e aranciata scaduta.»

Alfonso CioceDaiiiiii, sei il solito taccagno! Taglia corto: che cosa ci consigli?
«Se le Caterinette si fidano di me, consiglio prima di tutto film italiani per sostenere le nostre aziende. Poi facciano un po’ come credono queste Caterinette, io sono laico sotto ogni punto di vista: non amo gli intellettualismi e penso che il pubblico si debba divertire. Perché il cinema deve essere capito innanzi tutto dalle persone comuni, il film deve dare spazio alle emozioni, non deve produrre stereotipi cervellotici: lasciatevi andare, il cinema è intrattenimento, espressione, deve essere un piacere e non una convenzione. Quindi godetevi L’allenatore nel pallone, Lo squalo, Febbre da cavallo. Ah, per favore, scegliete sale dove non si sgranocchiano patatine e pop corn: troppo fracasso.»

Quali sono i tuoi punti di riferimento di analisi e di studio?
«Che palle, Giada. Ma non hai altre domande da fare? Aspetta che ti faccio un elenco puntato: Antonioni, Bertolucci, Tornatore, Rossellini, Olmi, Montaldo, Scimeca, Diritti. Mi piace straccionarti, sai? Si, si perché ci stai. Aiahahaha non menare le mani però! Dai, ok, fuori elenco puntato metto Pasolini: un genio a 360 gradi, fuori dal discorso di puro cinema.»

Ti sei mai alzato dalla sedia prima della fine di un film?
«Mi piace leggere i titoli di coda. Purtroppo sono costretto ad alzarmi prima perché qualche idiota accende le luci. Succede spesso.»

Su che base scegli gli attori dei tuoi film?
«In base al mio budget e al loro cachet (ovviamente!)»

Hai un film del cuore?
«Visto che insisti cosi con queste domande insulse, rispondo di getto: “I guerrieri della notte”. Con queste domande mi fai cadere le braccia (per non dire altro).»

Alfonso Cioce

Visto che con il progetto Liguria cinema spingi da anni registi e attori del territorio, con chi ti piacerebbe lavorare?
«Ho già molte collaborazioni all’attivo con colleghi registi. Per i miei film vorrei attori come Daniele Gatti e Ignazio Oliva. Poi cosa ti devo dire, il mio massimo è Claudia Cardinale, ma per ragioni spazio-tempo non ci siamo mai incontrati. Ti basta?»

No, non mi basta. Con quale tipologia di film si conquista una donna? Sempre se ti interessa conquistare una donna.
«Ma sei fuori? Comunque ti rispondo perché così metto in fila un po’ di idee per il mio futuro sentimentale. Se ho a che fare con una donna intellettuale, che aspira anche a tirarsela da borghese disinteressata al mondo glamour, la porto a vedere un pompone e faccio pagare lei. Se la tipa è romantica, ci vuole una storia d’amore che le faccia venire voglia di piangere tra le mie braccia,  se per le mani ho una donna in carriera ci vuole un cinepanettone per farla rilassare. Oh, tutte stronzate, eh… Le donne non mi filano di pezza.»

Bugiardo.
«No, giuro. Frequento solo ragazze.»

Le tue prossime fatiche?
«Quelle di Ercole. Sto lavorando a diversi progetti che spero di realizzare in Liguria. Sono storie legate al territorio che parlano del nostro tempo. A breve aprirò un casting: venghino, siori venghinooo.»

La prossima volta ci dai qualche consiglio in più? Le nostre Caterinette vogliono sedersi davanti allo schermo sicure di non rimanere deluse
«Va bene (che palle!), intanto digitate su internet le parole magiche: “Writers, storia di una crew”.»

di Giada Campus

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L’oroscopo di Soledad

Savona, 8 maggio 1975: Toro.
Il toro è un maschio per definizione, il toro va preso per le corna perché è testardo e menefreghista. Fai attenzione, Torello, la tua vita sta per cambiare in meglio. Hai grande timore dei cambiamenti ma vuoi prepotentemente che qualcosa accada. Allora lasciati andare e comincia a godere dei raggi del sole che accarezzano le tue spalle nervose. Abbassa la guardia: l’amore ha il colore del cuore, il calore di una coperta di lana, gli occhi cristallini del mare della Sardegna. Lo zodiaco dice che si tratta di un Sagittario. Occhio alla freccia e non fare il taccagno!

 

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