Il mercato della Crocetta

fotografia di proprietà di Monica Mercedes CostaC’è qualcosa di irresistibile, per me, nei mercati. Sortiscono lo stesso effetto che potrebbe avere, per un bambino, una vetrina ridondante di dolciumi. I colori, lo sventolio delle stoffe, i volti dei passanti. Gesti, voci, è come una quinta teatrale che si dispiega sotto ai miei occhi.fotografia di proprietà di Monica Mercedes Costa
Il mercato torinese della Crocetta non fa eccezione: quando vi giungo è come essere rapita dal desiderio. Trasportata da questa fiumana colorata in cerca di qualcosa che attiri la mia attenzione.
Desidero una bella maglia? Mi sta prendendo la smania per una borsa? Non lo so esattamente ancora, ma le antenne si fanno dritte dritte e se un colpaccio fantastico – per le fantasie e per le finanze contemporaneamente – è lì a portata di mano lo saprò individuare. Questo è certo.
fotografia di proprietà di Monica Mercedes CostaEcco, è lo spirito dell’avventura che spinge certe femmine fashion addicted. L’atavico istinto della giungla è ancora dentro di noi e nemmeno ce ne rendiamo conto.

Perché vi porto proprio qui, alla Crocetta?
Ma santinumi! perché è il mercato per eccellenza di Torino. Ubicato in una zona très chic (come se a Genova fosse posto nel bel mezzo di Albaro o di Castelletto), prende infatti il nome dal quartiere in cui si svolge sin dal lontano 1927.fotografia di proprietà di Monica Mercedes Costa

Vi segnalo il sito mercatocrocettatorino.it, per vedere orari e indicazioni stradali (che ormai siamo tutti geolocalizzati, raccontarvi come raggiungerlo è davvero una mossa da dinosauri informatici (guardateci da voi!), vi basti sapere che si trova a Torino. Se siete stati in grado di arrivare qui, potete facilmente raggiungere anche la Crocetta.

fotografia di proprietà di Monica Mercedes CostaE’ il mercato dove anche Susanna Agnelli – con una mossa da vera snob e una classe senza pari – sosteneva di fare i suoi acquisti di vestiario. Ci credo nemmeno se mi bastonano, ma non posso esimermi dal raccontarvelo.
Questa favola più o meno metropolitana però ci racconta una cosa: che Torino è un importantissimo centro della produzione tessile. Letteralmente.
fotografia di proprietà di Monica Mercedes CostaSe dico Robe di Kappa? O Superga? K-Way? Tutti marchi prodotti qui. Da sempre. Ecco perché trovate questi prezzi e questa scelta.
Non aspettatevi di arrivare qui alla Crocetta e acquistare la frutta e la verdura: certo, lo potete anche fare, ma vi riterrei delle anime alquanto bizzarre.

fotografia di proprietà di Monica Mercedes CostaPotete immergervi nel mercato, sublimarvi nello scintillio dei banchi tappezzati di collane, luccicanti di anelli, annodati di sete setose… e vi viene in mente il cavolo verza?

Fatevi un brodino di pollo.
Date retta: raggiungete questo beato luogo di perdizione e iniziate a lustrarvi gli occhi.

fotografia di proprietà di Monica Mercedes CostaQui si verificherà (miracolosamente) la vaporizzazione del vostro gruzzolo nel giro di un nanosecondo, ma ne sarà valsa la pena. Un suggerimento: partire senza scorte monetarie, ve lo dico, è un gesto autolesionistico. Non tutti i banchi del mercato hanno la possibilità di usare carte di credito o bancomat. Perciò vi attaccherete al primo sportello bancario libero e farete una coda di due ore. Il sabato. Un’ora nei giorni feriali.

Qui, al mercato della Crocetta, diverrete persone soddisfatte. Realizzate, praticamente.
fotografia di proprietà di Monica Mercedes CostaTroverete i banchi con i maglioni di cachemire: dal produttore al banco del mercato, questa è la loro strategia, sicché i prezzi sono quelli di fabbrica. Vi stupirete, ancora, nel trovarvi con caldi lucciconi di commozione alla vista del banco dei prodotti di profumeria: le marche più famose e costose (Dior, Shiseido, Lancome ecc.), a metà del loro prezzo. Vi faccio un esempio: un rossetto di Chanel l’ho pagato dieci euro. Ripeto, dieci euro. Dieci. Si sa mai che si ritenga ci sia un errore. No.
fotografia di proprietà di Monica Mercedes CostaMagari è il colore tantotantotanto di moda lo scorso anno, ma detto fra noi non ne farei un dramma esistenziale.
Certo, fare acquisti in un mercato siffatto richiede consapevolezza: nessuno regala merce preziosissima al costo del cencio.

Se vedete una sterminata montagna di piumini di marca, a prezzi che neanche nel negozio dell’usato, è perché – probabilmente – sono di campionario. O, ancora, potrebbero avere qualche piccolo difetto di fabbrica, che però viene sempre segnalato.

Non dovete fare altro che provare. Siete ancora lì a leggere? No?
(quella borsetta è mia, l’ho vista prima io, posala!)

Fotografie e testo di Monica Mercedes Costa

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Un commento

  1. Pare che anche quello di piazza Benefica non scherzi e che fiumane di femmine prese dal raptus dello shopping vi si rechino come alla processione della madonna Maria Ausilitrice negli anni 60. Certo nesuno regala, ma la mia collega detta “sherpa” per la mo l e di piumini acquistati i n loco, pare sia oramai abbonata. Che facciano entrare sulla piazza,a numero chiuso? Vedremo….

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