Guida ai mercatini di Torino

fotografia di Monica CostaC’è qualcosa di irresistibile per una genovese – forse anche per “un” genovese, ma non ci giurerei – che desidera risparmiare. Qualcosa di maggiormente desiderabile dei negozi che esibiscono i saldi. Di più. Qualcosa che fa sentire scaltre, attente, prudenti e (va bene, diciamolo) furbissime.
Sono gli acquisti “oltre frontiera”.

La frontiera non è una questione di dazio, per carità: stiamo parlando di un confine ipotetico. A volte solo immaginario. E non riguarda certo il confine fisico del nostro Paese.
fotografia di Monica CostaA volte per sentirsi in gambissima basta marciare (con l’animo in spalle), (a noi ficcare De Andrè dappertutto piace parecchio), (aggiungiamo parentesi creative contro qualsiasi regola grammaticale, ma fidatevi), sino a Busalla. Per dire.
Ma il genio della femmina (scaltra) che desidera risparmiare su vettovaglie, vestiario e regali per le più svariate ricorrenze, sta nell’abilità di spostarsi di una manciata di chilometri e trovare un Mondo Altro. Che è un po’ più in là di Busalla. Onestamente.

fotografia di Monica Mercedes Costa
Lo sappiamo benissimo noi genovesi siamo fatti così: classici allo sfinimento, grigi alla tòperia (non credo esista come neologismo, ma rende l’idea), e pieni di pretese al tempo stesso.
Allora fidatevi. Se volete l’ammirazione di amici, colleghi, conoscenti… ecco.

Un giro nei mercati di Torino è quello che fa per voi.

Ammettiamolo, è una cosa che si dice sottovoce perché si teme la concorrenza. Si detesta l’idea di frotte di concittadine sul Regionale (chevorrebbeessere)Veloce per raggiungere Porta Nuova, e conseguenti orde di assetate fascioniste (abituatevi: scrivo da cani ma ormai mi hanno scritturata), che poi vi strappano dalle mani proprio quel pezzo: quel capo fantastico a tre euro che avete sognato anche la notte.

fotografia di Monica Mercedes Costa
Perché sì. A Torino i mercati sono una vera miniera per la Donna Moderna. Quella che non entra nella taglia 46 cinese, perché pesa più di ventinove chili. Quella che ama cambiare collane come cambierebbe i fazzoletti (di carta) da borsetta. Quella che vorrebbe un paio di scarpe per ogni leggins. E un paio di leggins per ogni paio di orecchini.
A Torino si può.

fotografia di Monica Mercedes CostaIntere file di abitucci divisi ordinatamente per colore e per costo. Stand di abiti che vanno dai sei, sette euro al pezzo (pantaloni, vestiti, maglie) per arrivare ai capi firmati – ma di campionario – a cinque, dieci, quindici euro al massimo. Credetemi sulla parola: riuscire a portare a casa una giacca Max Mara con cinque euro è una sensazione grandiosa. Una sorta di conquista dell’Everest. Una botta di adrenalina, di sertralina e di ormoni spettinati tutto insieme.
Mi state ancora leggendo? Ah, no, ecco, mi sembrava. Siete già sulla A21, altezza Asti est. Capisco.

fotografia di Monica Mercedes CostaPeccato, perché questo era solo l’inizio, lo stuzzichino.
La prossima volta: indirizzi, percorsi, guida per non perdersi e prove fotografiche.
Giuro.

 

A Paolo

Fotografie e testo di Monica Mercedes Costa

 

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