immagine Lo shopping? Su Facebook

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Avete idea di quante donne comprano scarpe della misura sbagliata? Io pensavo che capitasse solo a me, invece ho scoperto tutto un mondo di sorellastre che, per non perdere la décolleté scontata e paillettata D&G, sono disposte al martirio di calzare due taglie in meno per una serata romantica, salvo perdere lo spasimante per il ghigno di dolore impresso sul volto e ritrovarsi con 70 sacchi in meno e un oggetto del desiderio da esporre in un museo della tortura.

Meno male che ci sono loro: i gruppi di usato fashion su Facebook.
Sì, anche nella mugugnona e refiosetta Genova. Si chiamano “Il diavolo veste usato”, “Chip&Chic FruFru”, “La soffitta di e-baby” e chissà quanti altri (“Lo sbarazzo” no, dai: merita un capitolo a parte). Sono gruppi di compra vendita e scambio su Facebook, molti sono privati e gestiti da abili e severissime admin, dove si comprano e si vendono abiti usati, borse, accessori, a volte oggetti per la casa. Meglio se di marca e ancora con il cartellino, ma non necessariamente. Se una cosa è di qualità si può soprassedere e, col tempo, anche chi non è naturalmente dotata di occhio critico sopraffino impara a riconoscere un buon taglio, una pelle morbida, la cura di un dettaglio. A capire davvero la differenza di caduta di un voile di pura seta rispetto a un ordinario poliestere. E che dietro al marchio, spesso, c’è una qualità ben diversa dalla moda low cost delle grandi catene.
Questi gruppi fashion di Facebook sono una scuola di classe, insomma, un training di buon gusto e scaltrezza, dove, prima o poi, capita a chiunque di fare acquisti avventati dettati dall’entusiasmo neofita che coglie gli shopping aholic. Le frequentatrici sono soprattutto donne, ma non solo. Ci sono anche maschietti che, secondo me, si svendono pezzetto dopo pezzetto l’armadio della ex incautamente lasciato incustodito.
Si fanno ottimi affari, sia vendendo che comprando, si fanno anche scambi ragionevoli e si conoscono un sacco di persone, a volte simpatiche.

Personalmente l’aspetto più interessante dello shopping su Facebook non ha a che fare con gli affari, ma con una crescita spirituale. E’ un’esperienza che mi ha maturata. Sì, maturata. Sono una consumatrice più attenta. Adesso non compro più compro meno rumentine. Per la gioia di mio marito, seleziono molto di più la qualità. Ho imparato a scegliere, finalmente. Non solo le cose che mi donano, ma capi che comunque abbiano una buona fattura, tessuti di livello, magari anche una firma. Non sono soldi buttati, no no. Sono la garanzia che quando mi sarò stancata di indossarli – o anche solo di vederli nell’armadio – potrò postarli e fare la gioia di un’altra donna.
Sono diventata generosa: adesso faccio shopping solidale per le ragazze di Genova 😉

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